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| Cibo e cultura, la ricetta vincente |
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La Chiesa dei SS. Apostoli ha fatto da cornice alla serata conclusiva del primo premio "Ruperto da Nola" istituito dalla Condotta Slow Food dell’Agro Nolano. L’evento, organizzato in collaborazione con la pro-loco è stato aperto da un dibattito dal titolo: "Quale futuro per l’agricoltura nolana?". "Condurre un progetto con Slow Food è motivo di vanto per la nostra città - ha dichiarato il sindaco di Nola - che speriamo diventi presto un punto di riferimento di manifestazioni come questa". "Ringrazio coloro che operano in questo ambito profondamente culturale – queste le parole dell’Ass ai BB. CC. De Lucia – Leggendo questo libro mi sono accorta di quanto il cibo rafforzi nel tempo la storia, la cultura e le sue tradizioni. Partendo da esso si arrivano a toccare ambiti vastissimi". Soddisfatto dell’iniziativa il Presidente della Pro-Loco di Nola, Luigi Buonauro, che ha definito tale data come: "Un giorno particolarmente felice" ricordando alcuni aneddoti del passato, collegandosi alla cinematografia degli anni 60, la quale non favorì la giusta consapevolezza dell’importanza del mestiere contadino. Un dibattito in cui si è dato particolarmente rilievo al mondo dell’agricoltura analizzata però nel suo importante ruolo aggregativo e di cultura. "Bisogna considerare che il tema del cibo oggi è tornato di scottante attualità e viene affrontato dai più grandi Capi di Stato. I paesi più ricchi stanno comprando terreni in Brasile ed Africa per garantire il cibo alle proprie popolazioni – ha sottolineato il segretario regionale della Coldiretti – Bisogna comprendere che, sebbene sia una grande sfida, la produzione di nicchia deve rappresentare una spinta forte per i nostri territori. A livello nazionale – ha continuato Vito Amendolara – siamo i primi per la produzione di nocciole e questo, soprattutto nell’era della globalizzazione, rafforza maggiormente il legame con i nostri territori". La vera sfida per l’agricoltura insomma, secondo quanto emerso dalle parole degli intervenuti, sarebbe quella di saper affrontare la crisi sfruttando al meglio le risorse offerte dalle coltivazioni regionali. Lo si può fare attraverso una produzione innovativa (come conserve ma anche creme, saponi, cosmetici etc), già attuata con successo da alcuni produttori locali, che si traduce in sbocco professionale per i giovani e in una importantissima fonte di reddito sul mercato. Ma l’ostacolo del prezzo? E pur vero che questi prodotti di qualità sono più cari rispetto a quelli offerti dalla grande distribuzione. Come possono competere i produttori? E cosa devono capire i consumatori prima di scegliere? Sono stati questi i quesiti a cui ha risposto il Resp. Regionale di Slow food, Pascale: "Il vero motivo è che si spende troppo e male per alimentarsi. In un anno una famiglia spende ben il 12% del suo reddito in spese alimentari. Considerando anche i dati sull’obesità della nostra regione la vera filosofia deve essere: ‘Alimentarsi meglio, alimentarsi meno". Importantissimo quindi, educare i consumatori, in primis partendo dai più piccoli, ad un consumo consapevole e responsabile di ciò che mettono nel piatto. Per combattere la crisi, si alle aziende a gestione familiare e l’infittimento di una rete di alleanza che valorizzi i punti forti della produzione. Se i produttori e i consumatori devono "ragionare" sulla base di alcuni punti fondamentali non giocano un ruolo meno importante i ristoratori. Essi, attraverso il loro lavoro proiettato in un ottica molto evoluta, contribuiscono a rafforzare e amplificare le tipicità di un territorio. A spiegare le ragioni del premio "Ruperto da Nola" è stato il Fiduciario Condotta Agro Nolano Slow Food: "Con questo premio vogliamo ricompensare tutti gli agricoltori che operano attraverso tecniche ecosostenibili e i ristoratori attenti, mettendo in risalto la rete che opera per i consumatori. Una miniera di biodiversità quella delle nostre terre che Slow Food salvaguarda e promuove". Piena disponibilità al progetto in sinergia con la Regione dell’On Sommese che ha sottolineato: "Noi sebbene figli di contadini non ci rendiamo conto di quanto sia importante parlare di queste tematiche". A chiudere gli interventi è stato l’On Paolo Russo che ha spiegato le ragioni grazie alle quali i prodotti di qualità possono superare il gap rispetto ai prodotti importati ed il lavoro che il governo centrale sta facendo per tutelare tali tipicità dei territori: "I nostri prodotti evocano storia, cultura, passione per questo hanno la piena capacità di contrastare gli alimenti d’importazione. Il valore evocativo rappresenta la nostra italianità e su questo concetto che bisogna insistere. Una sfida che può essere vinta abbinando ad esso un buon prezzo sul mercato. Nella commissione che presiedo stiamo promuovendo un processo di vigilanza ed informazione del consumatore in merito all’etichettatura dei vini. Un consumatore attento ed informato infatti, ha maggiori strumenti per compiere i suoi acquisti in una maniera consapevole" Al termine del dibattito sono state premiate le tre categorie in concorso: Produttore (Padre Giuseppe Pizza, Eremo dei Camaldoli, Santa Maria degli Angeli – Nola); Cuoco/ristoratore (chef Carmine De Stefano, Ristorante "Le Baccanti" Nola); Comunicatore (dott.ssa Antonella Laudisi, giornalista e scrittrice). Un significativo momento che è stato seguito dall’apertura del banchetto di delizie enogastronomiche allestito per lo speciale evento. Fonte: ilmediano.it |
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