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| Ai Napoletani piace il modello Irpinia: ecco perché |
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Avellino - Mercato immobiliare, Rc auto e aiuti alle imprese: l’Irpinia conviene ai napoletani. Mentre i piccoli comuni della provincia si affannano ad attrarre nuovi abitanti per compensare il saldo migratorio negativo, motivazioni di ordine puramente economico spingono qui dal napoletano centinaia di famiglie. E' soprattutto il costo dell’assicurazione auto a favorire l'incremento del numero di nuovi residenti. A questo va aggiunto l’annullamento dell’Ici sulla prima casa che ne favorisce l’acquisto di una seconda qui, da un punto di vista fiscale, vista la percentuale inferiore dell’addizionale comunale Irpef, sicuramente più vantaggioso. Anche le imprese hanno spesso convenienza a trasferirsi, come confermato dalla Camera di Commercio di Avellino e la Confartigianato. «Una tendenza evidente ma non facile da quantificare» conferma Ettore Mocella, presidente dell'associazione di settore e membro del consiglio camerale. «Molte aziende conservano la sede legale a Napoli ed aprono punti vendita in Irpinia. Le agevolazioni a rientrare nella nostra rete sono considerevoli: basti pensare alla minore concorrenza di cui godono in una realtà nettamente più piccola di quella napoletana, alla maggiore accessibilità ai bandi per la partecipazione a fiere e ad una burocrazia più snella. Per partecipare alle fiere, ad esempio, le spese per la trasferta per coloro che risultano in graduatoria sono interamente a carico della Camera di Commercio. Le altre imprese, che scelgono di partecipare autonomamente, sostengono comunque una spesa ridotta del 50 per cento. Non credo che l'ente camerale di Napoli preveda incentivi simili». Le aziende napoletane, poi, godrebbero di un ulteriore contributo spesa compreso tra i mille ed i millecinquecento euro solo per il fitto dello stand fieristico. «Proprio attraverso la richiesta di partecipazione a bandi e fiere è stata riscontrata una maggiore appetibilità della nostra provincia, confermata anche da tendenze di tipo demografico. Monteforte e Mercogliano risultano infatti i comuni con maggiori ingressi dal napoletano, sia per la vicinanza all’autostrada, che per la buona vivibilità e il mercato immobiliare più favorevole». I dati Istat sul bilancio demografico del 2009 confermano infatti che Monteforte ha raggiunto il maggior numero di «nuovi iscritti da altri comuni», registrando ben 601 unità all’anagrafe comunale. A seguire Mercogliano, con 345. Ovviamente non è dimostrabile che si tratti interamente di trasferimenti dal napoletano, ma basta farsi una chiacchierata con le agenzie immobiliari locali per rendersi conto che il trend è tutt'altro che trascurabile. La possibilità di acquisto di una casa è stata sollecitata anche dai fondi stanziati dalla Regione Campania in favore della popolazione residente sulle pendici del Vesuvio, definita area ad alto rischio. Il contributo erogato per l’acquisto di una casa fuori dalla “zona rossa” ammonta a 30 mila euro circa, somma che, non di rado, è stata investita in Irpinia ed, in particolare, nella zona orientale. In Alta Irpinia, infatti, il mercato immobiliare è oltremodo accessibile. Le agenzie immobiliari della zona confermano che nell’ultimo anno gli acquirenti provenienti dal napoletano sono stati diverse centinaia e che la maggior parte dei contratti di vendita hanno riguardato immobili in zone rurali e di campagna. «Le richieste variano: da villette con giardino per godere della tranquillità, ad appartamenti in centro storico o per il fitto. In media la somma preventivata per l’acquisto di una casa varia dai 40 agli 80 mila euro, e non tutti gli acquirenti acquistano tramite il fondo regionale», precisa un agente immobiliare. Una voce di costo significativa è anche quella delle pratiche assicurative per le auto. Il proprietario di un’agenzia assicurativa rivela che il risparmio medio sulla spesa totale della pratica assicurativa è del 70 per cento. «Chiaramente ci sono diverse variabili da considerare al momento dell’apertura di una pratica, ma, in media, un premio da mille euro a Napoli equivale ad uno da 350 euro da noi». Per quanto riguarda le assicurazioni auto, nei paesi di Montella, Lioni e Sant’Angelo dei Lombardi lo scorso anno le compagnie hanno registrato l’apertura di circa 500 pratiche. Che il numero di pratiche non corrisponda a reali trasferimenti in zona è più che chiaro, così come risultano alterati anche i residenti domiciliati nei paesi dopo il cambio di residenza. «Per aprire una pratica noi abbiamo bisogno solo del certificato di residenza, ma è chiaro che chiediamo anche se vivono stabilmente qui o utilizzano l’auto altrove. Molte compagnie però sono diffidenti perché è scontato che a Napoli i rischi siano maggiori. Addirittura molti si trasferiscono qui per pochi mesi, cambiano nuovamente residenza senza comunicarcelo e continuano tranquillamente a pagare sempre lo stesso importo assicurativo pur essendo tornati a tutti gli effetti nella città d'origine». Emblematico è il caso di Sant’Angelo dei Lombardi, divenuta in pochi anni meta dei napoletani per la presenza della casa di reclusione e del polo riabilitativo Don Carlo Gnocchi. Il carcere, oltre ad ospitare i detenuti, in percentuale più che significativa provenienti dal napoletano, ha spinto centinaia di famiglie a prendere in fitto appartamenti e locali. La fondazione Don Gnocchi, invece, ha favorito la permanenza e il cambio di residenza di studenti universitari iscritti ai corsi di fisioterapia, di medici e, soprattutto, di pazienti che, accompagnati spesso da familiari, soggiornano per tempi lunghissimi. Un flusso che si aggiunge a quello strettamente ambientale, di chi sceglie di vivere con la propria famiglia in un piccolo centro tranquillo e sopporta il sacrificio di viaggiare tutti i giorni per Napoli per lavoro. Fonte: ottopagine.net |
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