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Imprese campane, spin off per la ricerca

"La Regione Campania ha inserito gli Spin off tra le misure che daremo nei prossimi mesi nel piano del lavoro" È quanto oggi ha annunciato l'assessore regionale al Lavoro e Formazione, Severino Nappi nel corso del convegno che si è svolto oggi nell'Auditorium della Regione, al centro Direzionale di Napoli, sul tema "Spin-off da ricerca in Campania - Settori strategici e politiche di intervento".

Nell'occasione è stata presentata una ricerca sull'argomento commissionata dall'Arsal, Agenzia regionale per il lavoro e l'istruzione, alla Seconda Università di Napoli e coordinata dal prof. Mario Sorrentino e pubblicata dall'editore Giannini, nella quale sono stati identificati i settori strategici nei quali indirizzare la nascita di aziende spin off.

Gli spin-off sono vere e proprie imprese, che nascono all'interno delle università valorizzando sul mercato i risultati della ricerca svolta negli atenei e che generano un diretto collegamento tra ricerca e applicazioni industriali favorendo lo sviluppo locale.

Su 800 imprese, nate in Italia negli ultimi anni, solo il 3,1% sono state create in Campania, regione che, comunque, è posizionata al quarto posto nella spesa per la ricerca e lo sviluppo della PA e dell'Università. Risulta quindi opportuno promuovere a livello regionale la nascita e lo sviluppo di imprese spin-off da ricerca, ma indirizzandole verso quei settori che hanno maggiori potenzialità.

Dallo studio emerge che, in Campania, i distretti più indicati per dare vita a questa tipologia d'impresa sono quello delle ICT (tecnologie dell'informazione e della comunicazioni), seguiti dal settore biotecnologico, dai nuovi materiali, dalle fonti energetiche rinnovabili, dall'agroindustria, dai trasporti e, infine, dall'aerospazio.Fanalino di coda è proprio quel settore che, come ha ricordato Luigi Iavarone, capofila Cabina di regia Ricerca e Innovazione di Confindustria Campania, "Ha assegnato alla Campania il primato della creazione del primo vero e proprio spin off quando, negli anni 50, il prof. Luigi Pascale diede vita al progetto Partenavia che negli anni ha messo in volo più di 2500 aerei prodotti nella nostra regione".

"Oggi invece un investimento di 50 miliardi di euro è indirizzato nel settore della costruzione aerospaziale sviluppata in altre regioni" ha ricordato Paolo Anselmo, Presidente di Italian Business Angel Network e che rappresenta una rete di investitori che affiancano e finanziano imprese che le giovani e buone idee che provengono dagli atenei.

Quello degli investimenti rappresenta un altro nodo per lo sviluppo delle imprese spin off e, come ha sottolineato l'Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania, Sergio Vetrella, in apertura del convegno "La ricerca libera non è più possibile deve essere canalizzata e mirata. Le nostre imprese dovrebbero finalizzare la ricerca sul prodotto avendo la visione del sistema per far convergere tutte le energie ed oggi è necessario creare vincoli per far in modo che i progetti vengano realizzati. Sarebbe opportuno chiedere la restituzione dei finanziamenti o addirittura creare sanzioni per coloro che non portano a termine i progetti"

"Bisogna pensare a modelli di sviluppo concentrando le risorse su attività che siano difficilmente delocalizzabili, per sviluppare l'economia locale – ha affermato Paolo Gargiulo, direttore dell'Arsal - In Campania i beni culturali possono essere un esempio".

Il rettore della SUN , Francesco Rossi rettore SUN, ha dichiarato "Politica, imprese e ricerca devono lavorare insieme per creare una prospettiva futura sicura. I progetti vanno creati mettendo insieme le forze migliori, le competenze. Bisogna creare un sistema per la ricerca cerando le risorse e dimenticando l'assistenzialismo, che oggi non è più possibile, ma che non è mai stato produttivo".
Le imprese spin off da ricerca creano quindi opportunità di carriera per i ricercatori che non hanno spazi di crescita all'interno dell'accademia e la partecipazione dagli atenei consente di reinvestire gli utili in ricerca, offrendo alle università un ruolo attivo sul fronte dello sviluppo.

Ha portato la sua testimonianza Elita Schillaci, Amministratore Delegato del Distretto Tecnologico Sicilia Nanosistemi, "Bisogna creare reti e consorzi tra le piccole imprese e le grandi imprese per creare una vera innovazione, visto che abbiamo un alto potenziale di ricercatori. Mi fa piacere riportare una frase – ha detto la Schillaci – che sintetizza tutti questi concetti: La ricerca utilizza il denaro per produrre conoscenza, l'innovazione utilizza la conoscenza per produrre denaro". Infine, Roberto Parente, Founder di Biouniversa, Spin-off dell'Università di Salerno, ha descritto l'esperienza dello spin off creato nel suo ateneo e per il quale due "venture capital", Fondamenta e Vertis, quest'ultimo napoletano, hanno investito 2 milioni di euro.

"Tutto è partito dall'idea di una giovane ricercatrice e in soli 2 anni abbiamo creato un'impresa spin off, Biouniversa srl, che ha progettato e per la realizzato un kit di diagnostica e terapia delle patologie che coinvolgono la morte cellulare. L'azienda oggi conta 13 soci ed è un modello ha generato la creazione di altre imprese di spin off."

 

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