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Il terziario in Campania perde 4.391 imprese

Nei primi nove mesi del 2011, la regione Campania ha visto la chiusura di quasi 4.400 attività commerciali nel settore del commercio e dei servizi. La cifra è pari a oltre un decimo del totale nazionale, a testimonianza del fatto che la crisi incide maggiormente nel Mezzogiorno.

I dati sono stati calcolati dall’Ufficio studi di Confcommercio che ha tenuto, presso la sede della Camera di Commercio di Napoli, la seconda tappa degli Stati generali dell’economia e dei servizi.

Tra i principali problemi riscontrati dalle aziende, vi è, al primo posto, la pressione fiscale (51%), seguita dalle difficoltà di accesso al credito (45,1%), dal costo degli adempimenti amministrativi (41,2%) e dai ritardi nei pagamenti da parte dei clienti (39,2%).

Non va inoltre dimenticato il fenomeno criminalità: il 40,9% delle Pmi del Mezzogiorno impiega oltre il 2% dei ricavi per proteggersi dai rischi di furti, rapine ed estorsioni. Di fatto, soltanto il 35,1% delle aziende non paga quella che potrebbe essere definita la “tassa della criminalità” sulle attività economiche.

 

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